Quanto costa vivere a Malta nel 2026? La risposta è: non è low cost, ma alcuni costi chiave (soprattutto benzina ed energia) sono davvero più bassi rispetto all’Italia.
L’economia italiana non mostra segni di netto miglioramento. Per questo, sempre più persone – specialmente dai 18 ai 35 anni – pensano di trasferirsi. Malta sembra perfetta: è a un tiro di schioppo dall’Italia, fa parte dell’UE, l’economia è in (lieve) crescita e l’italiano è capito da molti suoi residenti.
Nel suo video su TikTok, la content creator Famigliando racconta di essersi trasferita dalla Lombardia a Malta e di non aver notato enormi differenze sulla spesa al supermercato, se non su prodotti specifici come i Magnum, arrivando a citare un pacco da quattro pezzi a 8 euro. Nulla di clamoroso. I dati sui prezzi confermano che la spesa a Malta è in linea con una città italiana medio-grande: ad esempio, un litro di latte costa in media 1,35–1,40 euro, un chilo di pane intorno ai 2,7–2,8 euro, una dozzina di uova circa 3 euro, mentre carne e frutta hanno prezzi paragonabili o leggermente più alti rispetto al Nord Italia.
Sugli affitti, Famigliando parla di appartamenti da 800–1.000 euro e di casa “top” da 200 metri quadri vista mare, molto costosa. Qui i numeri aiutano a contestualizzare: a inizio 2026 un bilocale in zona centrale (Sliema, St. Julian’s, ecc.) viaggia intorno ai 1.000 euro al mese, fuori centro si scende verso gli 840–900 euro, mentre un appartamento con tre camere può andare dai 1.350–1.400 euro fuori centro fino a 1.750–1.800 euro nelle zone più richieste. Gli 800–1.000 euro citati sono quindi realistici, ma più per appartamenti piccoli o zone meno centrali, mentre per famiglie e vista mare i prezzi salgono facilmente sopra i 1.500–2.000 euro.
Quanto costa vivere a Malta nel 2026
Quando la creator dice che “l’elettricità costa meno”, riassume un quadro più complesso ma sostanzialmente corretto: grazie ai sussidi pubblici, le bollette di luce e servizi restano contenute. Per un appartamento di circa 85 metri quadri, un pacchetto di utenze (elettricità, acqua, rifiuti, raffrescamento/riscaldamento) si aggira mediamente sui 110–120 euro al mese, cifra che in molte città del Nord Italia viene superata con facilità. Allo stesso tempo, il governo maltese spende ogni anno centinaia di milioni in sussidi energetici proprio per mantenere questi livelli.

Molto più netta è la differenza sulla benzina, dove Famigliando afferma che “costa meno” rispetto all’Italia. Ad aprile 2026 il prezzo della benzina 95 a Malta è rimasto fisso attorno a 1,34 euro al litro (sia il 6 che il 27 aprile), con il diesel stabilizzato poco sopra 1,20 euro al litro, malgrado la grave crisi dei carburanti causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz. In gran parte dell’Unione Europea, nello stesso periodo, i prezzi viaggiano spesso tra 1,7 e oltre 2 euro al litro, con una media attorno a 1,8 euro. Il confronto è quindi netto: l’auto a Malta pesa sensibilmente meno sul budget mensile rispetto a un pieno fatto in Italia.
L’economia di Malta, disoccupazione bassissima
Sul lavoro, la creator parla di un tasso di disoccupazione “circa al 2%” e dice che “lavorano praticamente tutti”: i dati ufficiali per inizio 2026 indicano un tasso intorno al 2,7–3%, comunque tra i più bassi d’Europa. L’idea di un mercato del lavoro molto dinamico è quindi fondata, anche se la percentuale reale è leggermente più alta di quella che cita nel video.
Ma quanto serve davvero per viverci? Incrociando prezzi e affitti, per un single il budget “onesto” si colloca tra 1.400 e 1.700 euro al mese (affitto incluso), per una coppia tra 2.300 e 2.800 euro, mentre una famiglia con figli, affitto di un trilocale in zona vivibile e stile di vita normale si assesta intorno ai 3.000–3.500 euro mensili. In questo quadro, l’idea di Famigliando che “con due stipendi si vive bene” è realistica se parliamo di due redditi netti intorno ai 1.500–2.000 euro ciascuno, mentre la fascia 10–15 mila euro al mese che lei associa a una “vita sopra le righe” corrisponde di fatto a un livello di lusso con casa molto grande, vista mare e consumi alti.
Il racconto della creator fotografa bene la sensazione generale (cara ma non proibitiva, benzina ed energia sorprendentemente sotto controllo, mercato del lavoro vivace), ma i numeri mostrano che Malta nel 2026 non è un “paradiso low cost”: è piuttosto una via di mezzo tra Nord Italia e grandi città europee, con alcuni vantaggi strutturali su carburante, bollette e occupazione che possono fare la differenza nel bilancio mensile di una famiglia.
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